La nostra storia
Dalle nostre radici nasce una nuova idea di futuro
Mi chiamo Nicola Digilio e insieme a mio padre Giambattista Digilio porto avanti una storia che nasce dalla terra.
La nostra famiglia ha una vocazione agricola e zootecnica che si tramanda da generazioni. Prima di noi ci sono stati uomini e donne che hanno dedicato la loro vita alla campagna, coltivando, allevando e custodendo un patrimonio fatto di conoscenze, sacrifici e rispetto per la natura.
Da generazioni coltiviamo il grano Senatore Cappelli in agricoltura biologica, una varietà antica che rappresenta per noi molto più di una semplice coltura: è il legame con le nostre origini e la dimostrazione che il futuro può nascere anche dalla riscoperta delle tradizioni.
Sono nato in Puglia, in provincia di Bari, ma il luogo che ha formato la mia identità è Contrada Santa Maria Calvera, a Stigliano, dove ha sede la nostra azienda.
Crescere tra Puglia e Basilicata mi ha permesso di conoscere due territori diversi, ma entrambi ricchi di valore. Da una parte una terra proiettata verso il futuro e il turismo, dall'altra una regione più silenziosa e autentica, custode di paesaggi, tradizioni e saperi che meritano di essere raccontati.
La mia storia con la campagna inizia da bambino.
Inizia osservando il lavoro quotidiano delle persone che hanno dato vita alla nostra azienda: i pastori che si prendono cura degli animali ogni giorno e i trattoristi che accompagnano i ritmi della terra, dalla semina al raccolto.
Ricordo ancora quando arrivavo in azienda e trovavo mio nonno impegnato a trasferire il latte di pecora e di capra dai bidoni ai refrigeratori. Erano gli anni in cui la mungitura veniva ancora fatta manualmente, con gesti semplici che richiedevano tempo, attenzione e passione.
Ricordo la festa della tosatura.
Le giornate iniziavano presto, quando gli animali erano ancora tanti e il lavoro era intenso. Vedevo le pecore arrivare impaurite e poi, dopo la tosatura, quasi rinascere: più leggere, più tranquille, libere dal peso della lana.
E poi c'erano quei momenti di condivisione che oggi sembrano appartenere a un'altra epoca.
La colazione dopo il lavoro nei campi: pane, focaccia, salumi, formaggi, sott'oli, frittate, carne, frutta e tutto ciò che la terra e la tradizione potevano offrire.
Non era solo un pasto.
Era un momento in cui il cibo univa le persone, raccontava il territorio e dava valore al lavoro fatto insieme.
Uno dei ricordi più forti è legato all'orto con mio nonno.
Io avevo il compito di innaffiare i pomodori, ma il momento più bello arrivava subito dopo: raccoglierne uno dalla pianta, lavarlo velocemente sotto l'acqua e mangiarlo.
Quel sapore, quella consistenza, quel profumo non erano semplicemente quelli di un pomodoro.
Erano il sapore di qualcosa di vero.
Dopo diverse esperienze lavorative, ho scelto di dedicare tutte le mie energie al progetto che racchiude tutto ciò in cui credo.
Un progetto nato dal desiderio di custodire ciò che abbiamo ricevuto in eredità e allo stesso tempo guardare avanti, utilizzando nuovi strumenti per raccontare un modo diverso di vivere il cibo.
Quel progetto si chiama Borgo Calvera.
Non vendiamo semplicemente prodotti. Raccontiamo un modo diverso di vivere il cibo.
Borgo Calvera nasce con un obiettivo preciso: creare un ponte tra chi produce e chi sceglie cosa portare sulla propria tavola.
Vogliamo dare spazio agli agricoltori, agli allevatori e agli artigiani che ogni giorno lavorano con passione, rispettando i tempi della natura e preservando antichi saperi.
Perché dietro un alimento di qualità non c'è soltanto un prodotto.
Ci sono persone.
Ci sono storie.
Ci sono sacrifici.
Ci sono territori.
Crediamo che il cibo debba tornare ad avere il valore che merita.
Non deve essere visto solamente come qualcosa da consumare, ma come qualcosa che entra nella nostra vita e nel nostro organismo ogni giorno.
Per questo scegliamo prodotti realizzati con attenzione, rispetto per gli animali e cura per l'ambiente.
Perché chi coltiva e alleva non è soltanto un produttore.
È il primo custode della terra.
Come dice sempre mio nonno:
"I contadini sono i primi custodi dell'ambiente."
Questa frase racchiude la nostra filosofia.
Borgo Calvera è nato per questo: custodire il passato, valorizzare il presente e costruire un futuro in cui il cibo torni ad avere un'anima.